“In agosto e settembre fu un andare continuo, un correre affannoso. Dapprima salirono sul monte Orthobene, per la Festa del Redentore. Era d’agosto, la luna grande rossa sorgeva dal mare e illuminava i boschi…”

Tutti gli anni da più di un secolo a Nuoro-capoluogo barbaricino- si celebra quella che è la “festa manna “(la grande festa) di questa città, con la celebrazione della messa ai piedi  della statua del Redentore in cima al Monte Ortobene, oltre i 900 metri slm.

Era infatti il 1901 quando, in occasione del Giubileo, Papa Leone XIII suggerì che venissero dedicati  monumenti a Gesù Redentore in tutta l’ Italia. Lo scultore Vincenzo Jerace dedicò e realizzò per il paesaggio suggestivo ed incantato del Monte Ortobene questa statua (di 7 metri di altezza) che domina il panorama ed attende i fedeli per la tradizionale messa del 29 Agosto.

Ma la festa religiosa del Redentore è anche un momento gioioso ricco di eventi tradizionali, culturali e di intrattenimento che anche quest’estate fanno parte del ricco Programma dell’edizione della “Sagra del Redentore 2011″.

Come  la Sfilata dei Costumi Tradizionali da tutta la Sardegna, una festa di colori e suoni arrivata ormai alla alla 111° edizione.

Quale migliore occasione per conoscere Nuoro, attraversando il territorio dell’isola per godere della cucina sarda, degli eventi collaterali come il Seminario Jazz e dei tanti concerti di musica tradizionale, dei Musei, e della  festa dei balli nella notte del 28 Agosto, a cui seguiranno i fuochi di artificio di chiusura.

Tantissime informazioni, il  programma completo con l’elenco di tutti i gruppi folk della Sardegna che parteciperanno alla sfilata,  e le informazioni logistiche sul Sito del Comune di Nuoro e sulla pagina Facebook dedicata all’evento. Le  foto delle scorse edizioni su Paradisola.

Per godere di una festa dal significato profondo alla quale tanti versi sono stati dedicati, che colorà la città e si fa epicentro di emozioni grazie alla partecipazione di tutti i paesi della nostra amata isola.

“…Di lassù, sì, Efix vedeva il suo Monte lontano; e passò la notte a pregare, sotto la croce nera che pareva unisse il cielo azzurro alla terra grigia. ” da Canne al vento di G.Deledda