“A volte sono luoghi noti e familiari che ogni volta ci sorprendono, a volte sono invece nuove scoperte, spesso dietro l’angolo di casa.”

Ci sono momenti di empatia molto forte con il territorio e la bellezza misteriosa della natura. Momenti dove essere on-line o off-line vuol dire essere alternativamente o contemporaneamente tra sogno e realtà.

Capita così che ti ritrovi a vagare per luoghi che ti gratificano e tutti  i sensi vanno a solleticare la memorabilità, a volte creando strani parallelismi. Come quando mi perdo a inseguire la luce della mia terra che filtra e rimbalza modellando ogni cosa.

La luce o in latino lux ci dicono sia “quella porzione dello spettro magnetico visibile dall’occhio umano, ed è approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d’onda, ovvero tra 790 e 435 THz di frequenza”. Eppure anche se non ci ricordiamo definizioni e misure la luce fa costantemente parte di noi e del nostro immaginario emotivo. Spesso la memorabilità di alcuni istanti di vacanza è legata a quello spazio quasi fuori del tempo, che va a ospitare la nostra vista incantata.

A volte capita. Tu sei lì, immerso in quella luce che si espande ovunque, che ti ricorda un’altra luce, quella di altre terre che hai amato e attraversato.

A volte sono luoghi noti e familiari che ogni volta ci sorprendono, a volte sono invece nuove scoperte, spesso dietro l’angolo di casa. Quello che accade è una sorta di momento di riflessione e di conversazione con il paesaggio e sopratutto con la sua bellezza.

La luce scintilla sulle cose, sulle persone, sull’acqua, sulla sabbia e sui ciottoli. Che sia per diffusione o riflessione noi sentiamo e vediamo il mondo intorno a noi e ce ne innamoriamo. Capita così che mentre ti perdi tra ricordi, pensieri, sogni, programmi, osservazioni, sei come accompagnato in un dolce scorrere del tempo su innumerevoli sfumature di colore a volte impercettibili.

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Le foto che ho scelto per rendere omaggio alla luce della mia Sardegna riescono a restituire giusto solo un frammento di quella sensazione molto personale diabbraccio totale con il paesaggio, quando tra sogni, pensieri e sguardi che fuggono ci perdiamo in compagnia dei suoni del mondo o a volte della canzone del momento…

Tu sei lì,  e questo ti riempie di serenità. Tu sei lì e tutto intorno è ovattato, i rami, l’acqua, i giochi con la palla, i castelli marini solidi e lucenti come fortezze inespugnabili. E tutto sfuma mentre ascolti o meno la voce della natura, mentre ti accompagni alla fine della giornata gustando la luce che muta ancora una volta, mentre scorri via sull’asfalto e il finestrino è un palcoscenico.

“Non ti resta che ringraziare la luce di questa terra generosa, che come fosse un direttore magico di meraviglie detta le regole ai tuoi sguardi rivelando nella loro incomparabile e mutevole bellezza trasparenze, sassolini, granelli, colline, arbusti, strade e percorsi interiori.”

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Per rendere omaggio a questa strana sensazione di magia, che la luce della nostra  Sardegna spesso ci regala, dovremmo creare un progetto collettivo di racconti sulle tante unicità della nostra nazione, sulle nostre “milestones”, una partitura di emozioni sensoriali di riconosimento.

Quel giorno ero lì e osservavo i rimbalzi di luce in silenzio, quel giorno ero lì e ascoltavo questa :

http://www.youtube.com/watch?v=UstOr4EAkw8

“Scrivere per ricordare ogni giorno a se stessi la fortuna di scoprire e riscoprire la bellezza che ci circonda. Scrivere per rafforzare il desiderio di custodire tanta bellezza.”

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