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Guida vacanze Castelsardo

Castelsardo è un importante centro abitato del nord Sardegna, nella regione storica dell’Anglona, che si erge elegante e garbato su un selvaggio promontorio roccioso di trachite e si affaccia con delicatezza sullo splendido e meraviglioso golfo dell'Asinara.

Vacanze in Sardegna
a Castelsardo

Escursioni

Escursioni a piedi e in bicicletta. Una bella passeggiata da Castelsardo a Cala Ostina è proprio ciò che ci vuole per conoscere e scoprire un bel territorio ed essere sempre a stretto contatto con la natura. Dopo un breve tratto in auto costeggiando il Lungomare di Zirulia, questa si posteggia in uno slargo e si prosegue a piedi lungo una strada sterrata in salita, lungo la quale sono visibili delle lastre di pietra risalenti all’epoca romana. Dopo circa un’ora di camminata si giunge alla bella spiaggia. Il percorso successivo può essere realizzato anche in bicicletta. Il punto di partenza è proprio Cala Ostina, dove si prende un sentiero che si arrampica sul promontorio ad est della baia. Si costeggia il mare e si arriva a La Ciaccia nei pressi di Badesi. Tutto ciò con una vista spettacolare sulla baia e sulla costa di Castelsardo. Escursioni in barca. Se amate scoprire sempre nuovi luoghi e scenari indimenticabili, se amate la natura allora non rinunciate a una bella gita in barca sulla straordinaria isola dell’Asinara, con le sue con coste alte e frastagliate intervallate spiagge da sogno quali cala Arena, Cala Sabina, cala Sant’Andrea. L’accesso all’isola è regolato e protetto, ma sono consentite visite guidate collettive sul trenino o sul bus, sul fuoristrada, in barca a vela, a cavallo, a piedi o in bicicletta nei sentieri tematici tracciati. Alcune zone sono libere, mentre altre sono sotto divieto in quanto possiedono un alto e importante valore paesaggistico. 

Roccia dell'€™Elefante

È un grosso masso posizionato sulla strada per la località turistica di Castelsardo, di trachite color ruggine, alto 4 m, eroso e lavorato nel corso di secoli dagli agenti atmosferici che gli hanno conferito una forma particolare e simpatica che ricorda appunto quella di un pachiderma. Inizialmente la roccia apparteneva al monte Castellazzu, dal quale si staccò, e rotolò giù a valle. Oltre alla sua caratteristica forma, l’elefante è importante anche dal punto di vista archeologico e storico poiché al suo interno sono presenti due Domus de Janas del periodo prenuragico. Queste sono state realizzate in momenti diversi e posizionate su due livelli differenti. Nella parte superiore vi sono tre ambienti ai quali manca il padiglione, forse caduto insieme al prospetto della tomba. Le pareti risultano essere lisce e dritte senza motivi scultorei. La seconda domus, posizionata più in basso rispetto alla prima, è quasi integra ed è formata da quattro vani collegati anticamente a un corridoio coperto, tranne nella parte finale. Vi si può accedere all’interno grazie a una piccola apertura sulla roccia di 50 per 55 cm. Su una parete è presente una protome bovina (elemento decorativo dipinto, inciso o in rilievo) comune a diverse domus de janas. Lo stile curvilineo con cui è stata costruita la tomba fa pensare che essa appartenga a una fase artistica piuttosto evoluta della prima metà del III millennio a.C.

 

Nostra Signora di Tergu

È un piccolo gioiello in stile romanico-pisano costruito durante il Medioevo. Assieme alla Basilica sono giunti fino a noi pochi resti monumentali di quella che un tempo serviva da abbazia ed era considerata la Montecassino della Sardegna. Non si trova all’interno del paese ma a circa 10 chilometri.

 

Museo dell'Intreccio mediterraneo

All’interno di un’antica fortezza militare del XII sec., edificata dalla famiglia Doria, vi è il Museo dell’Intreccio dedicato ai prodotti artigianali realizzati lavorando le fibre vegetali dell'area mediterranea. Corbule, canestri, crivelli e setacci, l’esposizione mostra le diverse tecniche di lavorazione, i prodotti finiti e gli ambiti in cui tali prodotti vengono utilizzati, rappresentando un vero e proprio centro di documentazione di un’arte antica e affascinante. Una parte del museo è dedicata ai manufatti di origine sarda e ai loro vari utilizzi nella vita quotidiana, nella conservazione dei prodotti agricoli, nell’allevamento, nella pesca, nel commercio e nel mondo magico-religioso. Da non perdere è ‘su fassoi’ tipica imbarcazione lacustre utilizzata dai pescatori dello stagno di Santa Giusta, nell’oristanese, fatta di giunchi, fieno e chiodi di canne. Oltre alla splendida e interessante esposizione, lo stesso edificio merita di essere percorso e visitato da cima a fondo per la bellezza e la suggestione.

 

Mura megalitiche prenuragiche del monte Ossoni

È un complesso archeologico che sorge vicino alla frazione di Multeddu ed è formato da un piccolo villaggio posto su una piccola collina il cui scopo era proteggere e difendere, assieme a una muraglia megalitica, tutta la vallata. Quest’ultima è lunga circa 60 metri e alta 3,5  metri.

 

Castello dei Doria

Edificato nel 1102 famiglia genovese dei Doria, di cui fu la roccaforte fino alla metà del 1800. Dopodiché passò sotto il dominio aragonese. Di esso rimane la cinta muraria e la rocca interna, domina con imponenza e maestosità il borgo di Castelsardo. Ora è sede del Museo dell’intreccio mediterraneo.

 

Cattedrale di  Sant' Antonio

Posizionata nel bel centro storico di Castelsardo si caratterizza per un alto e maestoso campanile in stile Aragonese e per l’interno in stile Romanico. Molto graziosa e interessante dal punto di vista storico.

 

Chiesa di Santa Maria

Tra gli edifici storici assolutamente da non perdere a Castelsardo vi è questa piccola perla di rara bellezza che è la Chiesa di Santa Maria. Restaurata di recente risulta essere interessante grazie alla presenza nelle sue mura dei segni visibili di un attacco dal mare risalente al periodo della dominazione aragonese. Inoltre, conserva un crocefisso fra i più antichi in Sardegna, datato 1300, chiamato Lu Cristu Nieddu (il Cristo Nero) in quanto il legno di ginepro con il quale è stato realizzato, con il passare dei secoli, ha assunto una colorazione scura. Tra gli edifici storici assolutamente da non perdere a Castelsardo vi è questa piccola perla di rara bellezza che è la Chiesa di Santa Maria. Restaurata di recente risulta essere interessante grazie alla presenza nelle sue mura dei segni visibili di un attacco dal mare risalente al periodo della dominazione aragonese. Inoltre, conserva un crocefisso fra i più antichi in Sardegna, datato 1300, chiamato Lu Cristu Nieddu (il Cristo Nero) in quanto il legno di ginepro con il quale è stato realizzato, con il passare dei secoli, ha assunto una colorazione scura. 

Mangiare in Sardegna

Come piatto tipico Castelsardo propone diverse specialità con ingredienti provenienti dal mare, tra cui l’aragosta alla castellanese e l’aragosta all’aragonese, oppure la zuppa alla castenallese o Sa Cassola di Castelsardo fatta con pesci di stagione. Molti ristoranti propongono anche il risotto al nero di seppia. Noi vi consigliamo: Il Cavalluccio in località Punta Tramontana, Il Cormorano in via Colombo, Su Nuraghe e Ristorante Rocca 'ja entrambi in via Sedini. 

Vignaccia

È una graziosa cala inserita tra rocce piatte su cui è possibile sdraiarsi in tutta tranquillità. La sua sabbia è grossa e digrada dolcemente sul mare, il quale ha un fondale poco profondo, quindi adatto anche ai bambini, vicino alla riva, mentre più a largo risulta essere profondo e vede la presenza di numerosi scogli ricchi di pesci e flora marina. Quale luogo più adatto agli appassionati di snorkeling e diving? Dotata di parcheggio.

 

Poltu di La Rena

È una piccola spiaggetta distante poco meno di un chilometro da Castelsardo. È libera e costituita da sabbia mista a ghiaia tendente al grigio chiaro. Nei pressi vi sono alberghi e residence.

 

Lu Bagnu

Lu BagnuSi trova presso la frazione omonima di Castelsardo ed è tra le spiagge più lunghe della costa. Costituita da sabbia di grana media color argento è circondata da scogli e da verdi e profumati cespugli e arbusti tipici della macchi mediterranea. In alcuni tratti sono presenti rocce a pelo dell’acqua, tutte da esplorare con maschera e boccaglio alla ricerca di pesci e conchiglie.

 

Cala Ostina

Raggiungere tale località risulta essere un po’ complicato poiché si trova al termine di una strada sterrata piuttosto dissestata. Ma sicuramente ne vale la pena, poiché lo spettacolo che si ammira una volta arrivati è tra i più belli che ci si può aspettare. È una spiaggia di sabbia fine e chiara bagnata da un mare dai colori smeraldo inserita in una profonda baia riparata dal vento. Il tutto circondato da una fitta vegetazione di macchia mediterranea che profuma e rallegra l’ambiente.