“Bonita, por mi fe, y bien asentada”. Bella, in fede mia, e ben solida.
Alghero è da anni uno dei grandi punti di riferimento per chi sceglie di trascorrere il Capodanno in Sardegna. La città catalana, con il suo centro storico affacciato sul mare, le torri, le mura e il porto, durante le festività si trasforma in uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola.
Il Capodanno ad Alghero ha anche un nome tutto suo: Cap d’Any de l’Alguer. Una festa che da tempo non si limita alla sola notte di San Silvestro, ma accompagna la città per buona parte del periodo natalizio tra musica, spettacoli, iniziative nel centro storico e grandi appuntamenti di fine anno.
Per tanti sardi, e non solo, è diventato un appuntamento quasi naturale: un’occasione per godersi questo piccolo e prezioso gioiello del nord Sardegna, passeggiare tra le vie del centro, vivere la festa e magari concedersi qualche giorno in più per scoprire la Riviera del Corallo.
Alghero, la città del Cap d’Any
Il legame tra Alghero e il Capodanno è ormai parte della storia recente della città. Il Cap d’Any nasce negli anni Novanta e nel tempo si consolida come uno degli appuntamenti più conosciuti delle festività in Sardegna, capace di richiamare giovani, famiglie, turisti e visitatori da tutta l’Isola.
A renderlo speciale è anche la città stessa. Alghero conserva un’identità catalana ancora evidente nella lingua, nell’architettura, nella cucina e naturalmente nel nome della manifestazione. Il suo centro storico è un piccolo labirinto di vicoli, palazzi, chiese e piazze racchiuso tra antiche mura e torri affacciate sul Mediterraneo.
Qui il colore della festa si mescola con quello della città. Basta passeggiare tra Piazza Civica, i bastioni e le stradine del centro per respirare quell’aria di multiculturalità che Alghero riesce ad offrire in modo tutto suo.
Il porto e l’area di Piazzale della Pace sono stati negli anni uno degli scenari naturali dei grandi concerti del Cap d’Any: mare, centro storico e lungomare diventano così parte integrante della festa.
“Bonita, por mi fe, y bien asentada”.
La celebre frase, “Bella, in fede mia, e ben solida”, è tradizionalmente attribuita all’imperatore Carlo V durante la sua visita ad Alghero nel 1541.
Capodanno 2027 ad Alghero: la diretta nazionale
Questa è la sezione annuale dell’articolo. Emittente, artisti, orari e programma saranno aggiornati non appena verranno comunicati ufficialmente.
La notte tra il 31 dicembre 2026 e il 1° gennaio 2027 si annuncia particolarmente importante. Alghero è stata infatti individuata come sede principale del progetto regionale “Notte di San Silvestro 2026 / Capodanno in Sardegna”, pensato per portare la festa sarda su una ribalta televisiva nazionale.
Il progetto prevede una diretta nazionale con Alghero come piazza centrale e collegamenti con altre località della Sardegna, trasformando idealmente l’Isola in un unico grande palcoscenico per la notte di San Silvestro.
La scelta non è casuale: Alghero è stata la prima città sarda a puntare con continuità sul grande evento di Capodanno come occasione di attrazione turistica e nel 2026 si prepara alla trentunesima edizione della manifestazione.
Al momento non sono ancora stati annunciati ufficialmente l’emittente televisiva, i conduttori, il cast artistico, gli orari e il programma definitivo. Per questo è meglio aspettare le comunicazioni ufficiali prima di immaginare nomi, palco e dettagli della serata.
Quello che è già chiaro è il ruolo centrale di Alghero: il Cap d’Any diventerà la vetrina principale di un racconto più ampio dedicato al Capodanno in Sardegna, ai suoi territori e alla possibilità di vivere l’Isola anche in inverno.
Un Capodanno che non dura soltanto una notte
Uno degli aspetti più belli del Cap d’Any ad Alghero è proprio questo: la festa non si esaurisce nella notte del 31 dicembre.
Tradizionalmente il periodo natalizio porta in città spettacoli, concerti, mercatini, iniziative culturali e appuntamenti dedicati anche alle famiglie. Alghero vive così per settimane in un clima di luce, musica e colori, traducendo le proprie tradizioni in una proposta capace di essere allo stesso tempo identitaria e moderna.
Musica, gusto e colore: forse è ancora questo il modo più semplice per descrivere il Capodanno algherese.
Il gusto di Alghero: dall’aragosta alla catalana alla cucina del territorio
E poi c’è la tavola. Perché festeggiare il Capodanno nella città catalana significa anche poter approfittare dei tanti ristoranti del centro e del lungomare per scoprire i sapori della cucina locale.
Riuscireste a resistere alla squisita aragosta alla catalana? È uno dei piatti più rappresentativi della cucina algherese, insieme alle tante preparazioni a base di pesce e ai sapori che raccontano l’incontro fra tradizione sarda e influenza catalana.
Una cena nel centro storico può diventare così parte della festa: prima una passeggiata tra le antiche vie e i bastioni, poi il cenone e infine il ritorno verso le piazze e il porto per aspettare la mezzanotte.
Cosa vedere ad Alghero durante il soggiorno
Il consiglio è di non arrivare ad Alghero soltanto per la sera del 31. Qualche giorno in più permette di vivere con calma la città e soprattutto di scoprire il territorio che la circonda.
Si può iniziare dal centro storico di Alghero, passeggiando tra Piazza Civica, le torri, le mura catalane e i bastioni sul mare. È una città che invita a camminare senza fretta, entrando e uscendo dalle piccole vie del centro e fermandosi di tanto in tanto a guardare il Mediterraneo.
Vale poi la pena raggiungere Capo Caccia, uno dei luoghi simbolo di questo tratto di costa. Il promontorio offre una cornice naturalistica straordinaria e, nelle giornate limpide d’inverno, panorami che acquistano un fascino ancora diverso rispetto alla stagione estiva.
Chi dispone di qualche giorno può proseguire verso il territorio di Porto Conte e, spostandosi verso nord, raggiungere anche Stintino. Il paesaggio del nord-ovest della Sardegna, tra scogliere, macchia mediterranea e mare, rende il soggiorno interessante anche lontano dalla notte del grande concerto.

