Man at Work: Nuoro incontra Bresson

 

“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità. La mia Leica mi ha detto che la vita è immediata e folgorante.”

 


Il MAN , Museo d’Arte moderna della Provincia di Nuoro, è sempre al lavoro per allestire mostre dal fascino internazionale e di grande rilevanza artistica.

Un piccolo gioiello questo museo,  immerso nel centro storico della città capoluogo della Barbagia, che ci offre in questi giorni una bella mostra che ha come protagonista un maestro di fama mondiale della fotografia e del foto-giornalismo.

 

Una selezione tributo al genio del reportage Henri Cartier-Bresson, grandissimo maestro francese, un occhio d’autore sul mondo e sugli uomini, da parte di un viaggiatore che amava sublimare la propria sensibilità in un unico emozionante momento, capace di evocare e catturare l’eternità.

“Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso un solo momento.”

Ho deciso di visitarla ed è stato bello perdersi e rivisitare volti ( favoloso il ritratto di Truman Capote), storie, spazi, silenzi, eventi, accompagnati dalla sensibilità di un grande viaggiatore.

 

Alcune delle foto che ho fatto della mostra sono solo accenni, opachi riflessi catturati al volo, solamente per ricordare a me stesso che viste di persona sono un’esperienza da non mancare.

 

Amo da sempre i viaggi ed i viaggiatori, ed il loro sguardo curioso verso le cose, quell’amore per quel singolo istante perfetto che si cristallizza per sempre come un emozione con cui dialogare ancora:da fissare in un video, una tela, un racconto scritto,semplicemente nel ricordo o come questo in caso in una foto che parla.

“Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale.”

Nella sua carriera Bresson ha ritratto tantissime personalità :Balthus, Albert Camus, Truman Capote, Coco Chanel, Marcel Duchamp, William Faulkner, Mahatma Gandhi, John Huston, Martin Luther King, Henri Matisse, Marilyn Monroe, Richard Nixon, Robert Oppenheimer, Ezra Pound, Jean-Paul Sartre ed Igor Stravinsky.

“Fare un ritratto per me è la cosa più difficile. Difficilissima. È un punto interrogativo poggiato su qualcuno.”

La fotografia lo ha spinto a visitare tantissimi luoghi come la Cina, il Messico, il Canada, Stati Uniti, Cuba, India, Giappone, Unione Sovietica, e tra gli altri anche la nostra amata Sardegna.

Un’instancabile attività in giro per il mondo, con lo sguardo che sapeva aspettare e con profondità scoprire il segreto dietro ogni luogo o volto esplorato.

Bresson attraversò il territorio della Sardegna nel 1962, alcune settimane estive per realizzare un reportage per conto delle edizioni Condé-Nastera, era già un mito per i fotografi di tutto il mondo ed arrivò nell’isola dopo aver preso contatti con l’amico Costantino Nivola, allora in vacanza a Cala Gonone.

Quindici foto da quel reportage sono ora proposte nello spazio Glo (acronimo di “guardarsi l’ombelico”) che il Comune di Nuoro ha dato in uso al Man.

Cartier-Bresson ci regala frammenti di una Sardegna immortalata nella magia di singoli momenti evocativi, interessato come sempre a cogliere quella particolare perfezione che un gioco di sguardi o un frammento di quotidianità immersa nella natura possono regalare.

Per chi avesse organizzato delle Vacanze Sardegna di Natale o Capodanno attraverso il territorio un invito a visitare il centro storico di Nuoro, e godere di questa esposizione, per poi magari ripartire per uno di quei luoghi raccontati nelle foto di Bresson, Cala Gonone come Orosei.

La mostra reportage del viaggio in Sardegna resterà aperta sino all’8 gennaio 2012, mentre «Henri Cartier-Bresson Photographe» presso il Man, con oltre 150 immagini simbolo del fotografo scomparso nel 2004 resterà aperta sino al 29 gennaio.

 

“Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.(da Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)

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